Arriva l'iPhone 4 e, giustamente, gli sviluppatori corrono a rilasciare aggiornamenti delle loro applicazioni in modo da sfruttare il nuovo retina display.
È ad esempio il caso di cro-mag rally, discreto gioco in stile mario kart, una delle prime applicazioni ad essere state adattate per il retina display.
Ora: si da il caso che possegga l'edizione per iphone, e che sia rimasto un po' deluso nel vedere che lo sviluppatore, come tanti altri sviluppatori, avesse deciso di rilasciare una versione specifica (a pagamento, obviously) di cro-mag rally per iPad invece di rilasciare un upgrade che la rendesse universale; ma pazienza, capisco la manovra dal punto di vista commerciale e mi limito a non acquistare la versione iPad del suddetto gioco.
Ora però la versione iPhone è stata aggiornata per la risoluzione del retina display, e l'aggiornamento è gratuito, perchè su iPad gira ancora a bassa risoluzione e non alla risoluzione del retina display ?
Perchè un possessore di iPhone 4 si gode la nuova risoluzione gratis, e io che ho un iPad devo pagare per la versione hd ?
Mi auguro che apple risolva con il rilascio di iOs 4 per iPad, forzando la risoluzione del retina display ove disponibile, altrimenti mi sentirei preso non poco in giro...
Che ne dite ? Sapete se verrà fatta una cosa del genere ?
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venerdì 2 luglio 2010
mercoledì 16 giugno 2010
iPad e opendoc, filosofie opposte
Nei primi anni 90, quando era appena uscito il nuovo system 7 e si profilava all'orizzonte il passaggio all'architettura powerPc, apple cominciò a lavorare ad un progetto ambizioso: opendoc.
Senza perderci in tecnicismi, opendoc aveva l'ambizioso obiettivo di far scomparire le applicazioni stand-alone, che dovevano essere sostituite da moduli leggeri e programmati per gestire i diversi tipi di files. L'idea era di massimizzare il riciclo di codice già scritto.
Le applicazioni così sparivano, e tutto il sistema si basava sui documenti, per questo motivo un sistema basato su opendoc era anche detto un sistema "document-centered".
L'idea inizialmente piacque a molti, e colossi come IBM aderirono al progetto, ma non decollò mai e alla fine il progetto opendoc venne chiuso nel 1997.
E iPad che c'entra ?
Beh! Rifletteteci, iOs segue esattamente la filosofia opposta a opendoc, i documenti "vivono" solo dentro l'applicazione in grado di leggerli o di crearli, non c'è modo di inserire o di accedere ad un documento dell'iPad se non tramite una delle sue applicazioni.
iOs è a tutti gli effetti un sistema "app-centered", l'esatto opposto di opendoc.
Curioso, non trovate ?
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Senza perderci in tecnicismi, opendoc aveva l'ambizioso obiettivo di far scomparire le applicazioni stand-alone, che dovevano essere sostituite da moduli leggeri e programmati per gestire i diversi tipi di files. L'idea era di massimizzare il riciclo di codice già scritto.
Le applicazioni così sparivano, e tutto il sistema si basava sui documenti, per questo motivo un sistema basato su opendoc era anche detto un sistema "document-centered".
L'idea inizialmente piacque a molti, e colossi come IBM aderirono al progetto, ma non decollò mai e alla fine il progetto opendoc venne chiuso nel 1997.
E iPad che c'entra ?
Beh! Rifletteteci, iOs segue esattamente la filosofia opposta a opendoc, i documenti "vivono" solo dentro l'applicazione in grado di leggerli o di crearli, non c'è modo di inserire o di accedere ad un documento dell'iPad se non tramite una delle sue applicazioni.
iOs è a tutti gli effetti un sistema "app-centered", l'esatto opposto di opendoc.
Curioso, non trovate ?
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giovedì 10 giugno 2010
iPad
Dopo mesi di silenzio ho decine di argomenti che mi frullano per la testa, il più ambizioso è una bella recensione del mio nuovo iPad, ma per oggi mi limiterò soltanto a fare una oservazione che forse vale più di tante recensioni: poco più di una settimana d'uso di iPad, e il macbook pro sembra ormai un dinosauro, lento e pesante.
Forse è davvero l'inizio di una nuova era informatica.
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Forse è davvero l'inizio di una nuova era informatica.
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lunedì 28 settembre 2009
Dell precision 650: una workstation di 6 anni fa

Sono entrato in possesso di questa workstation, e mi sto divertendo non poco a provarla.
Vi elenco le caratteristiche per farvi capire di che cosa parlo:
CPU: INTEL XEON 2800 x2
Ram: 4096 MB
Dischi: 36+36 GB SCSI 10000 rpm
Lettore: CDRW-DVDROM
Data Link Protocol: Ethernet, Fast Ethernet, Gigabit Ethernet
Video: nVidia Quadro4 900 XGL, 128MB, Dual DVI
Analizziamo prima la cpu: il nome in codice è Prestonia, introdotta nel 2002 fu la prima cpu a utilizzare l' Hyper-Threading.
Il modello che ho io ha un Front Side Bus di 533 mhz e 512K cache, la ram è DDR ECC a 266 MHz.
Il case è imponente e accattivante, non siamo ai livelli del Powermac G5 e del Mac Pro (li adoro), ma attira, peccato che sia di plastica.
L'interno del case è ampio e permette l'installazione di 3 unità da 3.5" e di 3 unità da 5.25", tuttavia siamo lontani anni luce dalla sensazione d'ordine e di efficenza comunicata dai Powermac e Mac Pro, vi allego una foto dell'interno di un Precision 650:
Bel casino, eh !?Guardate ad esempio com'è un Mac Pro aperto:

Passiamo ora alla prova dei fatti: come si comporta una workstation dual xeon cpn 6 anni di vita alle spalle ?
Molto bene devo dire, meglio del previsto.
Cominciamo con il dire che le cpu sono a 32 bit, quindi niente sistemi 64 bit (Ubuntu 64 e Vista 64) e ram non completamente sfruttata (sui 4 gb disponibili il sistema ne può usare solo 3.3).
Ho installato Windows xp, l'ho aggiornato, e ho deciso per una prova pratica (i benchmark non sempre si rivelano rappresentativi): la conversione di un video.
Converto spesso video in h.264 per poi vederli sull'iPod touch, sull'iPhone, sulla Xbox, o per conservarli in un formato unico; queste conversioni le faccio in genere con il mio macbook pro, queste le caratteristiche:
cpu: core2duo Santa Rosa 2.2 ghz (4 mb di cache, fbs 800 mhz)
ram: 2*2 gb ddr2 667 mhz dual channel
disco: 120 gb 5400 rpm.
sistema: 10.6.1 Snow Leopard
Il programma che uso è Handbrake che vi consiglio caldamente: è semplice da usare, legge di tutto e converte in tutti i formati, ed è basato su progetti open source.
Handabrake è disponibile anche per Windows, quindi è possibile fare un confronto.
Per la prova ho usato un avi h.264, 864 x 480, MPEG Layer 3, Stereo, 48,000 kHz di 22 minuti; l'ho convertito in formato iPhone (sempre h.264 ma m4v), costringendo il software a fare quindi un deconding e un encoding, compiti che gravano interamente sul processore.
Il Macbook pro ha realizzato la conversione in 15 minuti.
Il Dell Precision 650 l'ha terminata in 14 minuti.
Molto interessante, non trovate ? A voi le considerazioni.
martedì 10 marzo 2009
Toshiba libretto 50ct
La serie toshiba libretto costituisce una delle pietre miliare della storia dell'informatica.
L'architettura x86 inizialmente ben si prestava alla miniaturizzazione, famoso fu il processore
NEC V20 montato ad esempio dall'olivetti quaderno e dall'HP 95lx ; grazie alla compatibilità con il processore 8088 della intel, e con il set di istruzioni dell'80186, si potevano realizzare dei veri pc portatili minuscoli, silenziosi e dalla grande autonomia.
Insomma il netbook esisteva già da molto prima che il termine venisse coniato (se per netbook intendiamo un mini portatile con architettura x86), e l'utente poteva utilizzare la maggior parte dei programmi MS-DOS che utilizzava nel desktop di casa anche su questi minuscoli dispositivi.
Poi le cose cambiarono, i Desktop iniziarono a montare processori sempre più potenti e nessuno (o quasi) realizzava dei processori compatibili e adatti a essere montati su dispositivi così piccoli.
L'Olivetti Quaderno sparì dalla circolazione, HP cambio architettura, e dopo il 100lx e 200lx (ovviamente delle evoluzioni del 95lx) produsse il 300lx con architettura arm.
Altri produttori fecero la stessa cosa, cito ad esempio psion che realizzo diversi mini notebook con architettura arm (posseggo un serie 5 di cui magari vi parlerò un giorno), in questo modo si guadagno in prestazioni, in autonomia, ma si perse la compatibilità completa con il mondo MS-DOS / Windows.
Toshiba fu l'unica (o una delle poche, se vi vengono in mente altri esempi ditemelo pure, Vaio arrivò dopo ad esempio) a tentare la vecchia strada, e nel 1996 lanciò la serie libretto.
Possiedo un 50ct, e ho voglia di parlarvi un po' di questo gioiellino e mostrarvi qualche foto.
Più grande del vecchio 95 lx ma più piccolo del Olivetti quaderno il toshiba libretto 50 ct ha grosso modo le stesse dimensioni di una VHS, vi posto una foto:
Le caratteristiche probabilmente le avete già lette nel link che vi ho riportato sopra, comunque ve le riassumo qui:
CPU : Pentium 75 Mhz
Ram : 16 mb EDO (il mio l'ho portato a 32 mb)
HD : 810 mb IDE PATA da 2.5" (il mio monta ora un 4 gb)
LCD : 6.1" 640*480
Video : CT-65550 con 1 mb di vram
Audio : Yamaha OPL3 SA2
Il tutto in 850 g di peso e le già citate dimensioni da VHS (210×125×34 mm).
Una cosa apprezzabilissima di questo Toshiba è la facilità d'espansione, con una sola vite si raggiunge lo slot per la ram, e con due viti si può sfilare l'hard disk e rimpiazzarlo facilmente.
L'autonomia era uno dei punti deboli di questi portatilini (se confrontati con quelli che ormai erano definiti palmari) ma comunque con la batteria standard si raggiungevano le 2 ore e con l'estesa si superavano le 4 ore di lavoro.
Per estendere il più possibile l'utilizzo del dispositivo, lontano da sorgenti d'energia, Toshiba implementò molto bene la sospensione del sistema ( Hybernate ), allora appannaggio solo di alcuni portatili, qui sotto vi riporto la schermata del sistema mentre si prepara alla sospensione:
La sospensione avviene molto rapidamente ( ovvio, ci son solo 32 mb di dati da trasferire nell'hard disk) e il risveglio è rapidissimo.
Il libretto non ha alcuna porta di connessione, ha solo uno slot PCMCIA di tipo II e una porta infrarossi, per collegare dispositivi bisogna quindi ricorrere a schede PCMCIA o utilizzare la docking station. Quest'ultima veniva venduta in 2 formati, e permetteva di connettere periferiche tramite porta seriale, parallela, di connettere schermi vga e anche di collegare tastiera e mouse ps2.
Particolare la posizione del mouse: si optò per un pointer fissato sullo schermo da controllare con il pollice, e i due pulsanti vennero posizionati dietro lo schermo.
Scelta curiosa ma non tanto male, che preferisco all'odioso bottoncino tipico degli IBM.
E' ancora utilizzabile un sistema del genere ?
Sono ovviamente di parte, adoro questi vecchi cimeli, ma credo sinceramente di si.
Lo scoglio più difficile da superare è lo scambio dati con computer moderni: con la dotazione di serie il libretto non può connettersi a internet, e ovviamente non ha porte usb.
Ha il lettore floppy con connessione PCMCIA, ma trasferire programmi e dati via floppy ormai è impensabile.
Come fare allora ?
Il modo più semplice è l'utilizzo di periferiche con cavo parallelo, io uso ad esempio una vecchia unità IOMEGA zip drive, viene riconosciuta da windows xp all'avvio senza bisogno di driver, e le cartucce da 100 e 250 mb permettono di trasferire dati e programmi agevolmente.
Uso anche un lettore cd su porta parallela della freecom, se ne avete uno tenetevi stretto il floppy disk dei driver! Pensavo di averlo perso e fiducioso mi sono avventurato su internet, solo per scoprire decine di siti canaglia che offrono i driver a pagamento....
Se si vogliono usare adattatori PCMCIA/USB le cose si fanno complicate: windows95 di fatto non le supporta, l'unica è un upgrade a windows 98SE.
In teoria un Pentium 75mhz con 32 mb di ram è sufficente per windows 98SE, quindi la cosa dovrebbe essere fattibile, personalmente ho deciso per il momento di non provarci, in futuro vedrò.
E cosa installarci ?
beh! Di applicativi per windows 95 internet è pieno, e la maggior parte sono ormai gratuiti.
Non si può navigare con la wireless (windows 95 non la supporta ovviamente) ma si può navigare in LAN con degli adattatori PCMCIA/LAN acquistabili a pochi euro, si possono usare applicativi office, e, dulcis in fondo, si può giocare!
Quake, Duke nukem, Command and conquer, street fighter... Non credo ci sia bisogno di elencare la quantità di giochi storici che possono girare su questo gioiellino.
Vi mostro un confronto in dimensioni con quello che può essere considerato un concorrente moderno del libretto: l'eeepc 701.
Gli altri netbook non li considero, troppo grandi rispetto al libretto, anche se il Vaio P ha dimensioni molto simili:
Concludo con una chicca, guardate questa foto del libretto in azione:
Che cos'è l'applicazione che si vede nello schermo ? Qualcuno la riconosce ?
mercoledì 4 marzo 2009
Asus eee keyboard pc: davvero un bel concept

Ritorna il caro vecchio concept del pc contenuto in una tastiera che tanto piaceva negli anni 80 e 90. Come dimenticare il commodore 64, l'amiga 500 e tanti altri ?
Dalle foto sembra un vero capolavoro, il design è lo stesso della splendida tastiera aluminium apple, ma al posto del tastierino numerico c'è un bel display touchscreen 5" 800*480.

Le caratteristiche complete parlano di un processore Intel Atom N270 o N330, 1 gb di ram (probabilmente su singolo slot, ma non è detto), ssd da 16 o 32 gb, modulo wifi 802.11n, bluetooth. Ottime le connessioni: VGA e HDMI per il video, 2 usb, ethernet e jack audio.
Infine due casse integrate e il già citato schermo touchscreen.
Il sistema viene venduto con windows xp home.

Son curioso di vedere come implementeranno l'uso dello schermino quando alla tastiera viene connesso un lcd: si limiterà a clonare lo schermo ? Adatterà la risoluzione o mostrerà solo una porzione del desktop ?
Se ben implementato questo schermino può essere davvero un controller interessante da usare al posto del mouse, staremo a vedere.

Insomma un plauso ad Asus, ultimamente sta presentando concept davvero interessanti, mi auguro che continui e che li supporti come meritano.
Immagini e dati da notebookitalia.it e eeepc.it
lunedì 2 marzo 2009
Recensione: Tiki Towers per iPhone/iPod Touch
Tiki Towers è un puzzle game che ricorda Lemmings: 5 simpatiche scimmie devono arrivare all'uscita sane e salve e, possibilmente, dopo aver raccolto una banana a testa.
Per aiutare le nostre 5 amiche il giocatore deve costruire strutture usando dei bastoncini di legno, a seconda del livello la struttura può essere un ponte, una torre, o persino una struttura ruotante o basculante.
Il punto di forza del gioco è il suo straordinario realismo, le strutture reagiscono alla gravità e alle tensioni esercitate dalle scimmie; una struttura concepita male quindi è destinata a crollare rapidamente.
In tutto le scimmie devono superare 5 isole, ognuna caratterizzata da 9 livelli, per passare di livello le scimmie devono arrivare tutte vive a destinazione, per accumulare più punti dobbiamo far raccogliere una banana a ogni scimmia. Lo scopo è quindi duplice: costruire una struttura che porti le scimmia a destinazione ma che nel contempo renda raggiungibili le banane.
Tiki Towers è il mio personale gioco del momento, ben fatto graficamente e con un motore fisico straordinario.
Dopo circa 2 settimane di gioco sono arrivato al secondo livello dell'ultima isola, ovviamente ho completato ogni livello raccogliendo tutte le 5 banane :-) .
Se deciderete di giocarci vi do un consiglio: non dovete necessariamente costruire struttre stabili, è sufficente che reggano fino al passaggio delle scimmie: spesso una struttura parzialmente crollata può reggere ancora il passaggio di un'ultima scimmia.
Ricordatevi inoltre che una torre crollata può trasformarsi in un utile ponte, anche se non stabilissimo....
Ultima dritta: le banane possono restare incastrate nelle giunture delle strutture, quindi una struttura che crolla può portarsi dietro delle banane.
Tiki Towers costa solo 0.79 centesimi, e se volete provarlo gratis è disponibile la lite edition
Non posso che consigliarvelo caldamente.
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